Strumenti tipici della musica portoghese: come vengono costruiti ancora oggi

Se ami la musica portoghese ma non sai distinguere un souvenir da uno strumento autentico, sei nel posto giusto. A Coimbra, dove ho affittato una stanza per raccogliere filastrocche e testimonianze di feste studentesche, ho passato settimane tra botteghe, serenate alla Sé Velha e laboratori dove il profumo di legno stagionato racconta più di mille brochure. Qui ti spiego come vengono costruiti oggi gli strumenti tipici e soprattutto come scegliere con criterio, evitando gli errori più comuni.
Il problema, visto da vicino
Tu senti il richiamo del fado e delle danze del Minho, ma quando entri in negozio tutto sembra “tradizionale”. In realtà, fra produzione industriale mascherata e vera artigianalità c’è un abisso. La differenza non sta solo nel prezzo: è nel timbro, nella durata, nella capacità dello strumento di raccontare una storia. E oggi, tra materiali regolamentati e supply chain globali, capire come si costruisce davvero è decisivo.
A Coimbra ho parlato con liutai che servono le tunas accademiche e con artigiani di Braga, Guimarães e Castelo Branco. Tutti concordano: se vuoi autenticità, devi sapere cosa chiedere e come ascoltare. E sì, il fado tutelato da UNESCO ti offre un riferimento culturale, ma è in bottega che capisci come nasce una voce sonora.
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- Provenienza dei legni: chiedi species e origine. Abete o cedro per tavola armonica; acero, noce o mogano per fondo e fasce; evitare essenze soggette a restrizioni senza documenti. Per le dalbergie assicurati della tracciabilità in linea con CITES.
- Stagionatura: minimo 3–5 anni all’aria per strumenti a corda. Diffida da chi parla solo di essiccazione in forno: accelera i tempi ma può impoverire il suono.
- Incollaggi e finiture: colle animali o alifatiche di qualità consentono riparazioni; finitura a gommalacca o vernice sottile lascia “respirare” la tavola. Vernici troppo spesse spengono gli armonici.
- Incatenatura interna: fan bracing o varianti per chitarre e guitarras; scala e spessore calibrati. Chiedi di vedere un top di scarto per capire filosofia e pulizia del lavoro.
- Setup e corde: altezza corde, capotasto e sellette contano quanto il legno. Pretendi un setup per il tuo stile (strumming, arpeggi, accompagnamento di canto).
- Ascolto in due ambienti: prova lo strumento in una stanza viva (piastrelle) e una assorbente (tende, tappeti). Capirai proiezione e corpo del suono in condizioni diverse, utili per l’uso reale.
- Riparabilità e garanzia: fatti dire come intervenire su crepe, pelli o meccaniche. Le botteghe serie offrono manutenzione e ti spiegano limiti e tempi.
Dalla bottega al palco: come si costruiscono oggi
Guitarra portuguesa (modelli Lisboa e Coimbra). La cassa a goccia nasce da fasce sottili curvate a caldo e incollate a fondo e tavola in abete o cedro. L’incatenatura è leggera per esaltare attacco e brillantezza; la testa a caracol, con meccaniche specifiche, è sia estetica sia funzionale per le 12 corde in cori. La differenza tra Coimbra e Lisboa sta in scala, intonazione e carattere: Coimbra più scura e contemplativa, Lisboa più brillante per l’“fado corrido”. Oggi si usano dime e stampi precisi, ma il bilanciamento degli spessori è ancora a orecchio e pialletto, guidato dall’elasticità del top. Un buon liutaio ti mostra il “tuning” del top picchiettando e ascoltando le risonanze (sì, è pura Acustica applicata). Finitura spesso a gommalacca; corde in acciaio sottili, action comoda per dedilhado.
Cavaquinho. Piccolo, quattro corde, cuore delle rusgas del Minho. Corpo in acero o mogano, tavola in abete; incatenatura semplice a scaletta. Viene ancora sagomato a mano e rifinito con vernici sottili per mantenere attacco secco e volume sorprendente. Molti artigiani di Braga offrono versioni con scala leggermente più lunga per intonazione stabile e capotasto in osso. Tensioni moderate per evitare deformazioni del ponte.
Viola braguesa. Cinque cori (10 corde), voce rustica ma elegante. Fasce e fondo in noce o acero, tavola armonica spessa il giusto per sostenere la tensione. Rosette semplici, ponticello incollato con rinforzo interno. Il segreto è la compensazione del ponte: oggi i maestri usano riferimenti numerici precisi, ma regolano a mano per non perdere il “ring” tipico sugli accordi aperti.
Adufe di Castelo Branco. Tamburo a cornice quadrato, doppia pelle (capra) cucita sul telaio di castagno o pioppo. Tra le due pelli, piccoli semi o sonagli producono un fruscio che arricchisce il battito. Il tensionamento avviene con cordini passati a zig-zag e cunei in legno; prima di suonarlo, lo inumidisci leggermente per tendere la pelle. Le adufeiras che ho incontrato a Lousã e Castelo Branco controllano elasticità e timbro con le dita: una microregolazione tattile che nessuna macchina sostituisce.
Bombo minhoto. Grandi fusti a doghe di rovere o castagno, cerchi in legno o metallo e pelli di capra o vacca tese a corda. La costruzione oggi alterna incollaggi moderni alla sagomatura tradizionale delle doghe. La scelta della pelle determina la risposta: capra per più attacco, vacca per bassi profondi. Molti gruppi accordano con corde e tiranti a nodi rapidi, utili nelle processioni e nei cortei folclorici.
Concertina (diatonica) minhota. Scatole in legno, ance metalliche su piastrine e mantice multistrato. Alcuni artigiani assemblano con ance italiane ma gusci e estetica sono locali. L’intonazione è un compromesso “folk”: la brillantezza è preferita alla perfezione temperata, per emergere tra fiati e percussioni nelle feste. La differenza la fanno tenuta d’aria del mantice e azione dei bottoni (meno attrito, più controllo).
Gli errori più comuni da evitare
- Confondere vernice lucida con qualità: spesso copre legni mediocri e smorza il suono.
- Ignorare il setup: anche uno strumento eccellente suonerà male con corde vecchie o action sbagliata.
- Comprare senza ascoltarlo in due ambienti: la stanza del negozio può ingannare.
- Dimenticare il clima: l’umidità atlantica tra Aveiro e Coimbra gonfia il legno; chiedi consigli su custodie e umidificatori.
- Non chiedere la documentazione dei legni: necessario per viaggiare e per etica d’acquisto, specie con essenze regolate da CITES.
- Sottovalutare la manutenzione: pelli dell’adufe e corde metalliche hanno cicli di sostituzione precisi.
La mia posizione: se fossi al posto tuo
Se fossi al posto tuo e volessi entrare nel cuore del fado, punterei su una guitarra portuguesa di scuola Coimbra, con tavola in abete europeo ben stagionato e finitura a gommalacca. Chiederei un setup per dedilhado morbido e meccaniche affidabili. Budget medio-alto, ma suonerà e invecchierà con te.
Se cerchi portabilità e budget contenuto, scegli un cavaquinho di un laboratorio di Braga, con incatenatura a scaletta pulita e capotasto in osso. È lo strumento ideale per iniziare a frequentare le rusgas e le tunas senza paura di rovinarlo in viaggio.
Per accompagnare canti popolari, valuterei una viola braguesa: timbro caldo e texture folk, perfetta nelle serate tra amici, come quelle che ho documentato dopo la Queima das Fitas, quando le serenate si spostano nei vicoli e la città respira lenta.
Se ami il ritmo e vuoi un gesto rituale, prendi un adufe costruito a Castelo Branco, con pelli cucite a mano e semi tra le membrane. È un suono che riempie le chiese di campagna e le piazze nei mercati contadini.
Per le feste di paese, un bombo minhoto con pelle bovina farà vibrare le processioni; e se balli, una concertina minhota con mantice ben sigillato ti darà voce tra ottoni e tamburi. In tutti i casi, meglio ordinare direttamente in bottega: tempi un po’ più lunghi, qualità molto più alta.
Checklist operativa finale
- Definisci l’uso: fado da camera, festa di piazza, studio o viaggio.
- Scegli 2–3 botteghe e chiedi: provenienza legni, anni di stagionatura, tipo di colla e finitura.
- Verifica documenti per essenze protette in ottica CITES.
- Prova lo strumento in due ambienti e con due set di corde (nuove e usate).
- Controlla setup: action, intonazione ai tasti/posizioni, stabilità delle meccaniche.
- Chiedi manutenzione: intervalli per corde, pelli, controlli stagionali.
- Pretendi scontrino, garanzia e, se possibile, una breve scheda del costruttore.
- Acquista una custodia rigida o imbottita e un igrometro se vivi in zone umide.
- Registra un breve audio di prova: ti aiuterà a confrontare a mente fredda.
- Prendi posizione: meglio una buona artigianalità locale oggi che un “affare” industriale di cui ti pentirai domani.
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