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Opere d’arte moderna a Lisbona che non tutti visitano: dove trovarle e perché valgono la pena

📅 30 Agosto 2026✍️ di Manuela Fontanili⏱️ 5 min di lettura

Lisbona attira milioni di turisti ogni anno, ma la maggior parte segue gli stessi percorsi: Pastéis de Nata a Belém, Castello di São Jorge, Tram 28. Nel mio primo anno a Lisbona, quando lavoravo nella taverna di Alfama, ho notato come i visitatori passassero accanto a capolavori dell’arte moderna senza nemmeno accorgersi. Quattro anni dopo, posso dirvi con certezza: le opere d’arte moderna che vale davvero la pena scoprire non si trovano nei musei mainstream. Sono nascoste in spazi dimenticati, gallerie indipendenti, edifici storici trasformati. Come chi prepara un vero bacalhau à Brás—il piatto richiede di conoscere i segreti nascosti—anche l’arte moderna di Lisbona rivela la sua bellezza solo a chi sa dove guardare.

Museo Berardo e gli spazi oltre la collezione principale

Quando parlo di museo, quasi nessuno pensa al Berardo. Tutti vanno al MAAT o al Chiado, musei bellissimi ma affollati. Il Berardo, che si trova nella Praça do Império, ospita una collezione straordinaria di arte moderna e contemporanea europea e internazionale. Ma qui sta il trucco: la maggior parte dei visitatori entra, vede le esposizioni temporanee e se ne va. Non esplorano gli spazi secondari, i corridoi, le piccole sale dedicate ai movimenti artistici minori.

Mi è capitato di recente di accompagnare una lettrice che mi aveva scritto chiedendo dove trovare opere di arte portoghese contemporanea non troppo conosciute. L’ho portata al Berardo, ma non nella sezione principale. Le ho mostrato le opere di Portinari (Diego) e altri artisti portoghesi degli anni ’50 e ’60, pezzi che raccontano la Salazarismo|resistenza culturale al Salazarismo. Sono dettagli che cambiano completamente la prospettiva su Lisbona.

Consiglio: andate al Berardo di mercoledì pomeriggio, quando il flusso turistico cala. Chiedete al personale di indicarvi le opere meno esposte. Molti musei hanno pezzi incredibili che non mettono in primo piano semplicemente perché lo spazio è limitato.

Galerie indipendenti: dove gli artisti mostrano davvero cosa sanno fare

Le gallerie non sono solo per collezionisti ricchi. A Lisbona ce ne sono decine, sparse per il Príncipe Real, Calvário e Alcântara. Durante i miei anni nella taverna, frequentavo le conversazioni dei proprietari di queste gallerie. Mi hanno insegnato che la qualità dell’arte moderna portoghese contemporanea non stava nei musei prestigiosi ma negli spazi indipendenti, dove gli artisti potevano sperimentare senza compromessi commerciali.

La galleria Graça Brandão, per esempio, non è facile da trovare. Si nasconde in una strada laterale di Príncipe Real. Ma le opere che espone—sculture, installazioni, quadri di artisti emergenti—raccontano storie autentiche della contemporaneità portoghese. Nessun filtro turistico, nessuna semplificazione per il pubblico di massa.

L’errore che commettono i turisti è pensare che l’arte contemporanea importante debba stare in edifici importanti. Non è vero. Ho visto opere straordinarie in garage riconvertiti, in antichi laboratori di stampa, in cortili privati aperti al pubblico solo durante gli open studio organizzati da collettivi di artisti.

Mio consiglio pratico: scaricate l’app “Art Lisboa” o seguite su Instagram gli account dei collettivi indipendenti. Molte gallerie annunciano le esposizioni solo sui social. Andate senza aspettative formali—l’arte contemporanea autentica è spesso informale.

Spazi ex industriali e musei alternativi

Una delle prime cose che ho imparato lavorando a Lisbona è che la città in questi ultimi vent’anni ha subito una profonda trasformazione urbanistica. Fabbriche abbandonate sono diventate spazi di creatività. Il Lx Factory, che inizialmente era una squatter community, è diventato un centro di arte urbana e gallerie alternative. Sì, è ormai più turistico di prima, ma i livelli superiori rimangono relativamente scoperti.

C’è però un’alternativa ancora più autentica: Maus, una fabbrica di biscotti trasformata in spazio culturale ad Alcântara. È qui che si trovano i veri collettivi di artisti portoghesi. Non è pubblicizzato come attrazione turistica. Quando entri, trovi atelier, opere in corso di realizzazione, un’energia creativa che i musei tradizionali non possono replicare.

Anche il Museu do Rato, dedicato a una collezione privata di arte portoghese e internazionale dal XVI al XXI secolo, merita una visita. È piccolo, curato personalmente dal collezionista, e per questo motivo offre una prospettiva unica. Non è un museo nel senso convenzionale: è la casa di un appassionato che condivide la sua passione.

Perché queste opere valgono davvero la pena

Forse vi chiederete: se sono nascoste, non sarà perché non sono importanti? Tutt’altro. Le opere che ho descritto valgono la pena esattamente perché non sono state commercializzate al massimo. Rappresentano l’espressione genuina della cultura portoghese contemporanea, non una versione industrializzata per il turismo.

Ho portato gruppi di turisti in questi spazi durante i miei laboratori di cucina. Molti mi dicono che scoprire l’arte moderna di Lisbona fuori dai circuiti ufficiali ha cambiato il loro modo di intendere il Portogallo. Non è solo il bacalhau à Brás o i pastéis de nata—è capire che la cultura portoghese è viva, multisforme, spesso discreta nella sua bellezza.

L’errore da evitare è pensare che bastino due ore in un grande museo. L’arte moderna di Lisbona ha bisogno di tempo, curiosità, di sporcarsi un po’ le scarpe cercando strade sconosciute. È come una ricetta: non basta leggere gli ingredienti. Bisogna prepararla con calma, assaggiare, capire i sapori sottili.

Quindi, la prossima volta che siete a Lisbona, fate un favore a voi stessi: perdetevi nel Príncipe Real senza una mappa turistica, entrate in una galleria senza nome, chiedete ai locali dove vanno loro per scoprire arte nuova. Vi prometto che troverete qualcosa che nessun articolo di viaggio racconterà mai.

Manuela Fontanili

Manuela ha vissuto a Lisbona per quattro anni, dove ha lavorato in una piccola taverna di Alfama imparando tutti i segreti della cucina portoghese casalinga. Tornata in Italia, organizza laboratori di cucina su piatti tipici come il bacalhau e i dolci conventuali, condividendo aneddoti sulle tradizioni portoghesi.